Il decadentismo
avanti


I primi decenni del Novecento segnarono il prevalere, in campo poetico, della triade Carducci, Pascoli, D'Annunzio (le “tre corone” assunte a simbolo dell’Italia rinnovata); ma, dietro di loro, una gran folla di giovani poeti premeva per un più deciso e integrale rinnovamento della poesia, vivendo in modo più autentico e drammatico la crisi decadente della società intera: crepuscolari, futuristi, espressionisti, ermetici interpretarono in modo diverso il tormento angoscioso della solitudine e dell’alienazione, dell'incapacità di scegliere, di vivere e di affrontare la realtà; seguiti poi dai neorealisti, che vollero invece impegnarsi in una presa di coscienza più attiva dei problemi sociali, e da vari gruppi di neo-avanguardia, che hanno avanzato - e tuttora avanzano - proposte di rinnovamento della poesia a volte stravaganti, a volte suggestive, a volte interessanti e significative.

Il percorso che il romanticismo aveva compiuto attraverso una serie straordinaria di personaggi grandi e minori, sfocia fatalmente nel decadentismo. Attraverso tappe misteriose e inedite, tutta la storia della decadenza è legata alle successive rivelazioni scientifiche di Freud e ai procedimenti della psicanalisi, che rendono la realtà assai più complessa, stratificata, misteriosa di quanto non appaia. Anzi la realtà vera non è quella che appare, ma quella che si cela dietro le apparenze. Un rinnovato e potenziato senso del mistero avvolge la natura e l'uomo e i loro comuni destini.