LA STORIA e usanze nel mondo
L'abaco è il progenitore del più moderno pallottoliere. La parola viene dal semitico abq, che significa "polvere", "sabbia". Non si sa quale popolo abbia inventato questa potente macchina calcolatrice, forse i babilonesi: gli esemplari a nostra disposizione (e che appartennero ai Maya, Egiziani, Cinesi, Romani...) hanno più di 2000 anni. (Alcuni storici sostengono che l'abaco abbia più di 5000 anni).

Questo è un abaco romano:a sinistra i pallini in posizione di calcolo; a destra raffigurano il n. 641.792. Le palline superiori valevano cinque unità ciascuna; quelle inferiori una unità. Ogni fila verticale rappresenta valori numerici crescenti: partendo dall'ultima, unità, decine, centinaia ecc.
Nelle scuole elementari giapponesi si usa ancora un particolare pallottoliere simile all'abaco che si chiama Soroban. E' composto di 25 file verticali di cinque palline divise in quattro, più una da un'asta orizzontale. Ogni pallina sotto l'asta corrisponde a un'unità e ogni pallina sopra l'asta a una cinquina. Muovendo le palline con riporti di tipo semidecimale si possono eseguire tutte le operazioni di aritmetica, calcolando fino a diversi milioni, ma anche molte operazioni di algebra, con velocità pari a quelle consentite dal calcolatore tascabile, tanto che viene usato da molti negozianti, impiegati postali e bancari (specie per il cambio di valuta).

Il pallottoliere sopravvive anche in Cina e si chiama Suan-pan, o tavola per calcolare e in Russia col nome di Sciot = calcoli. Se dotato di 15 bacchette ha una capacità numerica di centomila miliardi meno uno. Per fare operazioni con questo strumento basta conoscere la tabella di addizione e la tavola pitagorica da uno a nove.
 
QUANDO SI USA L'ABACO E PERCHè
L'abaco è molto diffuso nelle scuole elementari dove viene usato per raggruppare, contare, numerare, comporre, scomporre ed in seguito per eseguire calcoli di sottrazione e addizione, in pratica per operare con i numeri. Questo strumento didattico agevola moltissimo l'attività didattica sostenendo l'apprendimento e chiarendo i concetti.
In commercio si trovano abachi di tanti tipi, dai più semplici ai più sofisticati, spesso però risulta meglio costruirli noi stessi con i nostri bambini: la costruzione infatti responsabilizza maggiormente gli scolari, li interessa ed ha un significato educativo più ampio. Comunque sia ogni abaco è costituito da una base, da almeno 4 asticelle ognuna delle quali rappresenta una posizione numerica e da palline di diverso colore da inserirsi nelle asticelle.
È bene avere in classe vari abachi a seconda delle basi delle numerazioni che si vogliono utilizzare; per esempio l'abaco della base tre, l'abaco della base cinque, l'abaco della base dieci ...
Ogni asticciola dell'abaco, come detto prima, rappresenta una posizione numerica ben definita, per cui, lavorando con i numeri naturali, si prestabilisce e si conviene che la prima asticciola, a destra per chi guarda, è quella delle unità semplici, la seconda è quella che dà il nome alla base (delle decine in base dieci, delle cinquine in base cinque, delle terzine in base tre, ecc.); la terza è quella delle centinaia in base dieci, ma più in generale è quella che rappresenta la base elevata al quadrato; la quarta è quella che rappresenta il valore della base elevata al cubo (migliaia nel caso della base dieci), ecc.

 

Proposte di utilizzo dell'abaco nelle varie classi     ancora in costruzione ....