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Campobasso, svolta nell’inchiesta su madre e figlia morte: il legale del marito lascia il caso

Scena del crimine
Campobasso, svolta nell’inchiesta su madre e figlia morte: il legale del marito lascia il caso - Lannaronca.it

L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara entra in una fase ancora più delicata, mentre una nuova decisione sul fronte della difesa riporta il caso al centro dell’attenzione.

A Campobasso il quadro attorno alla morte di una madre e di sua figlia continua a farsi più complesso. Nelle ultime ore Arturo Messere, l’avvocato penalista che fino a questo momento aveva assistito Gianni Di Vita, ha rinunciato al mandato, parlando soltanto di “motivi contingenti”. Una scelta che arriva mentre l’indagine sulla scomparsa di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara si trova in un passaggio molto delicato, ancora segnato da molti interrogativi e da diversi accertamenti non conclusi.

Il procedimento era stato aperto nei giorni successivi ai decessi, avvenuti alla fine di dicembre, ma solo più tardi l’ipotesi investigativa si è orientata verso un possibile duplice omicidio premeditato. Al centro dell’attenzione c’è la possibilità che le due donne siano state avvelenate, forse con una sostanza letale e difficile da individuare come la ricina. Al momento la Procura procede contro ignoti e una parte decisiva del lavoro resta legata agli esiti finali delle perizie tossicologiche e delle autopsie.

Le indagini sono arrivate a un punto molto sensibile

Negli ultimi giorni gli investigatori hanno intensificato le attività, ascoltando oltre trenta persone e ricostruendo con attenzione gli spostamenti e le abitudini della famiglia nelle ore precedenti al malore delle due vittime. Tra le persone sentite ci sono anche parenti e conoscenti, mentre Gianni Di Vita e la figlia maggiore Alice sono stati ascoltati come persone informate sui fatti in un lungo interrogatorio durato diverse ore.

All’uscita dalla Questura, l’uomo ha ribadito di aver risposto a tutte le domande e di avere la coscienza a posto, respingendo sospetti e illazioni sul proprio conto. Resta però evidente che il caso si trova in una fase in cui ogni dichiarazione, ogni dettaglio e ogni incongruenza vengono valutati con estrema attenzione. Non tutte le testimonianze raccolte finora, infatti, sembrano combaciare in modo pieno.

Sotto esame soprattutto i pasti del 23 e 24 dicembre

Uno dei punti più delicati riguarda ciò che la famiglia ha mangiato nei giorni immediatamente precedenti al malore. Le due donne si sarebbero sentite male il 25 dicembre, e per questo gli investigatori stanno concentrando l’attenzione in particolare sui pasti del 23 e del 24. Secondo quanto emerso, a pranzo sarebbe stata consumata pasta al sugo di pomodoro, mentre sulla cena del 23 i ricordi appaiono meno precisi.

Il 24 dicembre la famiglia avrebbe trascorso parte della giornata dal padre di Antonella Di Ielsi e la sera da altri parenti. Il problema è che i resti di quei pasti, in parte preparati dalla stessa Antonella, non sono stati conservati e dunque non possono più essere analizzati. Questo rende più difficile capire con precisione quando e in che modo l’eventuale sostanza tossica possa essere stata assunta.

Le domande aperte sono ancora molte

Un altro elemento che pesa nell’indagine è il fatto che né Gianni Di Vita né la figlia maggiore avrebbero manifestato sintomi simili a quelli delle due vittime. Nelle analisi effettuate sull’uomo, inoltre, non sarebbero emerse tracce di veleno. È un dato che complica ulteriormente la ricostruzione, perché apre scenari diversi e rende meno lineare il quadro di quanto possa sembrare.

Gli interrogativi sono ancora numerosi. Bisogna capire se il possibile bersaglio fossero proprio le due donne, se altri membri della famiglia possano essere stati esposti senza conseguenze, chi avrebbe potuto maneggiare una sostanza di questo tipo e se vi siano collegamenti con oggetti o prodotti arrivati in casa in quei giorni. È su questa rete di dubbi che si muove adesso l’inchiesta, in attesa dei risultati scientifici che potrebbero dare una direzione più netta a una vicenda ancora avvolta da molte ombre.

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