News

Stelle cadenti stanotte in Italia: arrivano le Eta Aquaridi, figlie della cometa di Halley

Stelle cadenti stanotte arrivano le Eta Aquaridi figlie della cometa di Halley
Stelle cadenti stanotte: arrivano le Eta Aquaridi, figlie della cometa di Halley (screenshot Instagram @passioneastronomia) - lannaronca.it

Nella notte tra il 5 e il 6 maggio il cielo sopra l’Italia torna a muoversi con scie luminose veloci e silenziose, un fenomeno che ogni anno richiama lo sguardo verso l’alto ma che stavolta arriva con qualche variabile in più da considerare.

Le Eta Aquaridi raggiungono il loro picco proprio in queste ore, portando con sé uno degli sciami meteorici più attesi della primavera, legato a un nome che torna ciclicamente nella storia dell’astronomia: la cometa di Halley.

Da dove arrivano davvero le stelle cadenti

Quelle che comunemente vengono chiamate stelle cadenti non sono stelle, ma piccoli frammenti di polvere cosmica che entrano nell’atmosfera terrestre e si incendiano, creando scie luminose visibili per pochi secondi. Nel caso delle Eta Aquaridi, questi frammenti sono i residui lasciati dalla cometa di Halley durante i suoi passaggi intorno al Sole.

Quando la Terra attraversa questa scia di detriti, ogni anno tra aprile e maggio, si crea uno spettacolo naturale che può regalare decine di meteore all’ora. Nel 2026 il picco cade proprio tra la notte del 5 e quella del 6 maggio, con condizioni che, almeno sulla carta, restano favorevoli.

Gli orari migliori per osservare il fenomeno

Il momento più interessante non coincide con le prime ore della sera, ma con la seconda parte della notte. Il radiante, cioè il punto da cui sembrano partire le meteore, si alza sull’orizzonte orientale poco prima delle 3:00 e resta visibile fino all’alba.

È proprio in questa finestra, soprattutto poco prima che il cielo inizi a schiarirsi, che si concentra il maggior numero di scie. In condizioni ideali si potrebbero osservare fino a 50 meteore all’ora, ma in pratica è più realistico aspettarsi valori tra le 20 e le 30. Numeri comunque sufficienti per rendere l’esperienza visibile anche a occhio nudo.

Il fattore che può cambiare tutto: la Luna

A influenzare la visibilità quest’anno è soprattutto la presenza della Luna. Il plenilunio dei giorni precedenti lascia ancora una luce intensa nel cielo notturno, capace di coprire le meteore più deboli.

Questo non significa che lo spettacolo sarà compromesso del tutto, ma che saranno visibili soprattutto le scie più luminose. La Luna sorgerà poco dopo mezzanotte e resterà ben presente nel cielo, rendendo necessario cercare le zone più buie possibili per migliorare l’osservazione.

Come guardare il cielo senza complicarsi

Non servono strumenti particolari per osservare le Eta Aquaridi. Anzi, telescopi e binocoli rischiano di limitare il campo visivo. La scelta migliore resta quella più semplice: trovare un luogo lontano dalle luci artificiali, sdraiarsi e lasciare che lo sguardo si abitui al buio.

Dopo alcuni minuti, il cielo inizia a cambiare, non è necessario fissare un punto preciso, perché le meteore possono attraversare porzioni molto ampie della volta celeste, il radiante resta un riferimento, ma lo spettacolo si distribuisce ovunque.

Il resto dipende da condizioni che non si possono controllare del tutto: il meteo, la limpidezza dell’aria, la pazienza di restare a guardare. Ed è proprio questo che rende ogni osservazione diversa dall’altra, anche quando il fenomeno è lo stesso.

Ci sono notti in cui si alza lo sguardo per pochi minuti e altre in cui si resta lì più a lungo del previsto, aspettando una scia che arriva all’improvviso e sparisce nello stesso istante, lasciando solo il tempo di accorgersene.

Change privacy settings
×