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Il trucco per far mangiare la verdura a figli e nipoti… senza capricci!

Il trucco per far mangiare la verdura a figli e nipoti senza capricci
Il trucco per far mangiare la verdura a figli e nipoti senza capricci

Le verdure sono le più acerrime nemiche dei piccoli a tavola. Cambiare questo scenario è però possibile grazie a qualche trucchetto.

Chi ha figli o nipoti che rifiutano la verdura lo sa bene: a tavola, specie a pranzo o a cena in famiglia, la scena si ripete spesso. Il motivo, quasi sempre, è quello di sempre: gusti difficili, consistenze che non piacciono, abitudini che si formano piano piano.

È da qui che partono i consigli più utili, quelli nati più in cucina che sui libri, con un obiettivo molto concreto: far mangiare le verdure ai bambini senza trasformare ogni pasto in una battaglia.

Colori nel piatto e consistenze giuste: da qui si comincia

Il primo punto, spesso sottovalutato, è l’aspetto. Un piatto di verdure colorate, messo bene in tavola, richiama più di una preparazione tutta uguale e un po’ spenta. Vale per gli adulti, figuriamoci per i bambini.

In molte case si parte da ortaggi che colpiscono subito l’occhio: cavolo viola, cavolfiore bianco, zucchine verdi, carote arancioni, magari cotti al forno fino a diventare più croccanti. Non si tratta di abbellire il pranzo per forza, ma di far apparire la verdura più vicina e meno vissuta come una punizione. Se nel piatto ci sono colori diversi, forme facili da riconoscere, bordi appena dorati, la diffidenza spesso cala.

Succede davvero. “Questo almeno lo assaggio”, dicono molti bambini. Magari senza troppo entusiasmo, ma intanto il primo passo è lì. E qualche volta basta proprio quello.

Impanate, fritte o “travestite”: i trucchi che a tavola aiutano

Poi c’è una strada molto pratica, forse poco ortodossa, ma spesso efficace: friggere o impanare le verdure. Non è la risposta per tutti i giorni, questo è chiaro, però può servire a superare il primo rifiuto. Melanzane impanate, zucchine a bastoncino, piccoli broccoli fritti o ripassati nel pangrattato diventano qualcosa di più vicino a piatti che i bambini conoscono già. Una nonna direbbe che “sembrano cotolette”. E in fondo il punto è proprio questo: cambiare la percezione prima ancora del sapore.

Far mangiare verdure ai bambini

I trucchi vincenti per far mangiare le verdure ai piccoli (lannaronca.it)

Lo stesso discorso vale per le ricette “travestite”, da sempre tra le più usate in famiglia. Le verdure diventano polpette di spinaci, hamburger vegetali, spiedini di zucchine e formaggio, tortini morbidi da prendere anche con le mani. Funziona perché il bambino non si trova davanti “un contorno”, parola che spesso parte già male. Si trova davanti un piatto noto, rassicurante. Poi dentro ci sono i piselli, la zucca, le melanzane. Ma intanto li ha mangiati.

Quando serve, si possono nascondere nei piatti che già piacciono

Se neppure il travestimento basta, in molte famiglie si passa al passaggio successivo: nascondere le verdure dentro ricette che i bambini mangiano più volentieri. Non è un inganno nel senso peggiore del termine. È piuttosto un modo per allargare poco alla volta quello che accettano, senza creare tensioni inutili. Qui entrano in gioco piatti collaudati come gli gnocchi di zucca, la torta di carote, le salse di pomodoro arricchite con zucchine o peperoni frullati, e anche certi sughi in cui la verdura sparisce alla vista, quasi del tutto anche al gusto.

Naturalmente non può diventare l’unico sistema, perché il traguardo resta sempre quello: far riconoscere e accettare questi cibi per quello che sono. Però all’inizio può dare una mano, soprattutto con i più piccoli. Secondo molti nutrizionisti pediatrici, vedere e ritrovare gli stessi sapori più volte, anche in forme diverse, aiuta a prenderci confidenza col tempo. Non succede subito. Né in pochi giorni. Ma succede. E quel “non lo voglio” netto, dopo un po’, spesso diventa un più gestibile “ne voglio poco”.

In cucina con loro e con il buon esempio: la strada più solida

La strategia che più spesso lascia il segno, però, è un’altra: coinvolgere i bambini nella preparazione delle verdure. Lavare i pomodori, girare le polpette, mettere le zucchine sulla teglia, scegliere il colore dell’insalata. Sono gesti minimi, semplici, ma cambiano il rapporto con il cibo. Quando un bambino partecipa, quel piatto lo sente un po’ suo. E allora l’assaggio arriva, a volte quasi per orgoglio. “L’ho fatto io”, dice. È spesso lì che le resistenze si abbassano. Non sempre, certo. Ma molto più spesso di quanto si pensi.

A questo si aggiunge il fattore che conta di più sul lungo periodo: l’esempio degli adulti. Se a tavola madre, padre, nonni o zii mangiano con naturalezza broccoli, zucchine, cavolfiore, piselli, senza storie e senza ripetere “mangiali perché fanno bene”, il messaggio passa meglio. I bambini guardano tutto, imitano molto e, alla lunga, selezionano meno di quanto sembri. In fondo la regola è semplice, ed è anche la più credibile: per abituare i bambini a mangiare la verdura servono pazienza, costanza e un clima sereno. Il trucco perfetto non c’è. Ci sono tentativi, piccoli cambi di rotta, qualche resa e qualche sorpresa. Di quelle che arrivano all’improvviso, magari in un mercoledì qualunque, quando chiedono il bis di carote al forno.

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