Eclissi solare del 12 agosto 2026: le app per trovare il posto migliore da cui osservarla
L’eclissi del 12 agosto sarà visibile anche dall’Italia. Alcune app permettono di controllare traiettoria del Sole, ostacoli, rilievi e condizioni del punto scelto.

L’eclissi solare del 12 agosto 2026 si vedrà anche dall’Italia, ma scegliere un posto a caso potrebbe significare ritrovarsi con il Sole nascosto dietro una collina, un condominio o una fila di alberi proprio nel momento migliore. Il problema non sarà soltanto capire quanto del disco solare verrà coperto dalla Luna. L’evento avverrà nel tardo pomeriggio, con il Sole ormai basso verso ovest, dove anche un ostacolo apparentemente modesto può chiudere completamente la visuale.
Nel nostro Paese l’eclissi sarà parziale, con differenze piuttosto nette tra una zona e l’altra. La copertura sarà maggiore nel Nord Italia e nella Sardegna nord-occidentale, mentre diminuirà procedendo verso il Sud. All’Asinara potrebbe sfiorare il 98%, mentre nel Salento resterà intorno al 20%. La totalità sarà invece visibile lungo una fascia che attraverserà Groenlandia, Islanda e soprattutto Spagna, dalle Asturie fino alle Baleari.
Stellarium mostra dove apparirà il Sole
Uno degli strumenti più comodi per prepararsi è Stellarium, un planetario digitale disponibile anche su smartphone. Inserendo la propria posizione e impostando data e ora del 12 agosto, l’app mostra dove si troveranno Sole e Luna e quanto saranno alti rispetto all’orizzonte. È un controllo molto più utile di quanto sembri: sapere che il Sole sarà verso ovest non basta, perché pochi gradi di differenza possono portarlo dietro il tetto della casa di fronte.
Stellarium permette anche di simulare il cielo da località diverse. Si può quindi confrontare il balcone di casa con una spiaggia, una terrazza panoramica o un campo poco distante. Il punto più vicino non è sempre quello migliore. A volte basta spostarsi di qualche centinaio di metri, magari dall’altro lato di una strada in pendenza, per guadagnare un orizzonte molto più pulito.
Per capire cosa c’è davvero davanti al Sole può essere utile affiancare Stellarium a PeakFinder, un’app che ricostruisce il profilo delle montagne e dei rilievi circostanti. Inserendo una località o le coordinate, mostra il paesaggio a 360 gradi e la posizione del Sole. È pensata soprattutto per chi vive vicino a colline o montagne, dove l’orizzonte reale raramente coincide con quello teorico.

Anche la bussola del telefono può bastare
Prima di scaricare applicazioni più elaborate, si può fare una prova con la bussola già presente sullo smartphone. Dopo aver ricavato da Stellarium la direzione del Sole, basta recarsi nel luogo scelto e puntare il telefono verso quei gradi. Se davanti compaiono mare aperto, campi o una pianura sgombra, il posto parte già avvantaggiato. Un lampione lontano conta poco; una pineta compatta, invece, può diventare un muro.
Chi pensa di raggiungere la Spagna può usare anche IGN Eclipses, l’app realizzata dall’Instituto Geográfico Nacional. Lo strumento mostra orari, durata della totalità, percentuale di copertura e altezza del Sole per le diverse località spagnole. Integra anche informazioni meteorologiche, utili perché la fascia di totalità non garantisce automaticamente una buona osservazione: basta una nuvola ferma nel punto sbagliato per rendere inutile un viaggio di centinaia di chilometri.
Resta poi la questione meno tecnologica. Il luogo ideale deve avere l’orizzonte occidentale libero, essere raggiungibile senza difficoltà e possibilmente offrire un’alternativa nelle vicinanze. Le coste rivolte a ovest e le zone leggermente rialzate sono spesso buone candidate, ma il 12 agosto cade in piena estate e alcune strade potrebbero essere già congestionate per motivi molto meno astronomici.
La prova migliore si può fare prima dell’eclissi, tornando sul posto alla stessa ora e osservando dove scende il Sole. Un’app può calcolare la posizione con grande precisione, ma non sa che nel frattempo qualcuno ha costruito una veranda o che una siepe è cresciuta abbastanza da coprire l’orizzonte. La tecnologia restringe il campo; l’ultimo controllo conviene ancora farlo con i propri occhi.
