Finestrino si stacca durante un volo Ryanair: passeggero trattenuto mentre l’aereo perde pressione
Un finestrino si è staccato durante un volo partito da Salonicco. Un passeggero è rimasto parzialmente esposto all’esterno prima dell’atterraggio d’emergenza in Grecia.

Un forte boato, le maschere dell’ossigeno cadute sopra i sedili e un passeggero rimasto parzialmente esposto all’esterno dell’aereo.
È successo venerdì 10 luglio 2026 su un volo Ryanair partito da Salonicco e diretto a Memmingen, in Germania. Pochi minuti dopo il decollo, un finestrino della cabina si è staccato provocando una rapida perdita di pressione. L’aereo è riuscito a rientrare nello scalo greco senza conseguenze per gli altri occupanti.
Il passeggero seduto accanto al finestrino, un uomo serbo di 61 anni, sarebbe stato spinto verso l’apertura dal movimento improvviso dell’aria. La cintura di sicurezza e l’intervento delle persone vicine gli hanno impedito di essere trascinato completamente fuori. Diverse ricostruzioni riferiscono che la moglie lo abbia afferrato per le gambe, aiutata poi da altri viaggiatori presenti nella stessa fila. L’uomo è stato riportato all’interno della cabina e assistito dopo l’atterraggio.
Cosa potrebbe aver colpito il finestrino
La causa esatta non è stata ancora stabilita. Le prime informazioni parlano di un problema al motore destro accompagnato dalla depressurizzazione della cabina. Una delle ipotesi è che un componente staccatosi dal motore abbia colpito la fusoliera o direttamente il finestrino, provocandone il cedimento. I filmati girati dai passeggeri mostrano l’apertura nella parete dell’aereo e le maschere dell’ossigeno penzolanti, ma da sole queste immagini non permettono di ricostruire la sequenza tecnica dell’incidente.
L’aeromobile coinvolto era un Boeing 737-800 operato da Malta Air per conto di Ryanair, quindi appartenente alla generazione precedente rispetto ai Boeing 737 MAX. Dopo il rumore e la perdita di pressione, i piloti hanno abbassato la quota e avviato il rientro verso Salonicco. L’aereo non è atterrato immediatamente: secondo le ricostruzioni disponibili, ha volato a quota più bassa prima di tornare in aeroporto, anche per gestire il carburante e preparare l’atterraggio.
Il passeggero è stato portato in ospedale con ferite al collo e alle spalle, abrasioni e sintomi da shock, ma le sue condizioni non sarebbero state considerate pericolose. Gli altri viaggiatori sono stati accompagnati nuovamente nel terminal e trasferiti in seguito su un aeromobile sostitutivo per completare il viaggio verso la Germania. Un dettaglio quasi ordinario, quello del secondo imbarco, dopo una scena che a bordo difficilmente verrà dimenticata.
Perché la cintura ha fatto la differenza
Quando la cabina perde pressione attraverso un’apertura, l’aria interna si sposta rapidamente verso l’esterno. Non si tratta di un’aspirazione continua come spesso viene mostrata nei film, ma di una violenta differenza di pressione che può trascinare oggetti e persone verso il punto danneggiato. L’effetto è particolarmente pericoloso per chi si trova a pochi centimetri dall’apertura.

In una situazione simile, il gesto più banale dell’intero viaggio può diventare quello decisivo. Tenere la cintura allacciata anche quando il segnale luminoso è spento limita lo spostamento del corpo durante turbolenze e perdite improvvise di pressione. Non elimina il rischio, ma nel caso del passeggero seduto accanto al finestrino potrebbe aver lasciato agli altri quei pochi secondi necessari per afferrarlo.
L’inchiesta sarà condotta dalle autorità aeronautiche della Macedonia del Nord, poiché l’emergenza si sarebbe verificata nel suo spazio aereo, con la collaborazione degli organismi statunitensi e dei soggetti coinvolti nella costruzione dell’aereo e del motore. Resta da capire quale componente abbia ceduto e come abbia raggiunto il finestrino. Fino alla conclusione degli accertamenti, la dinamica tecnica rimane un’ipotesi, mentre ciò che è accaduto dentro la cabina appare già molto più chiaro.
