Google può usare ricerche e immagini per addestrare l’AI: quali impostazioni controllare
Google amplia la cronologia dei servizi di ricerca. Foto, audio e file possono contribuire allo sviluppo dell’AI, ma l’opzione può essere disattivata.

Una fotografia caricata su Google Lens per riconoscere una pianta, un audio usato durante una ricerca vocale o un documento allegato per ottenere una risposta possono diventare materiale utile allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale.
Google sta introducendo una gestione più ampia della cronologia dei servizi di ricerca, nella quale possono finire contenuti multimediali oltre alle normali parole digitate nella barra. La novità non riguarda automaticamente tutti gli utenti italiani, perché la distribuzione è graduale e alcune impostazioni possono non essere ancora visibili.
La nuova area comprende attività svolte attraverso Ricerca Google, Lens, Maps, Shopping, Voli, Hotel, News e Traduttore. Quando le opzioni previste sono attive, Google può salvare nell’account ricerche, interazioni, trascrizioni e alcuni contenuti caricati. L’azienda dichiara di usare questi dati per migliorare i servizi, aumentare la sicurezza e sviluppare tecnologie di apprendimento automatico, compresi i modelli di AI generativa.
Quali immagini e file possono essere coinvolti
Il caso più facile da immaginare è quello di Google Lens. Si fotografa un insetto sul balcone, una scritta in una lingua sconosciuta o un modello di scarpe e si chiede al servizio di riconoscerlo. L’immagine caricata può essere associata alla cronologia dei servizi di ricerca, insieme alla richiesta e alle informazioni sull’interazione, se il salvataggio dei contenuti multimediali è abilitato.
Possono rientrare nello stesso meccanismo anche registrazioni vocali, audio usati con alcune funzioni di ricerca, documenti allegati e contenuti forniti a strumenti come Google Traduttore. Non significa che ogni fotografia custodita nell’account venga automaticamente prelevata dalla libreria. Le immagini conservate normalmente in Google Foto seguono regole diverse: Google afferma che i dati personali presenti nella libreria non vengono usati per addestrare modelli generativi esterni a Google Foto. La situazione cambia quando una foto viene condivisa o collegata a un altro servizio, perché entrano in gioco le condizioni di quel prodotto.
Nemmeno Gemini, YouTube e NotebookLM rientrano necessariamente nella stessa impostazione. Hanno controlli separati. In Gemini, per esempio, le conversazioni salvate possono essere usate per migliorare i servizi e addestrare modelli generativi quando l’opzione relativa all’attività è attiva. Disattivandola, le nuove chat non vengono impiegate per l’addestramento, salvo l’invio volontario di feedback.

Dove disattivare il salvataggio dei contenuti
Per controllare la nuova funzione bisogna entrare nel proprio account Google e cercare la pagina chiamata Cronologia dei servizi di ricerca. Qui dovrebbe comparire l’opzione “Salva contenuti multimediali”. Disattivandola, Google smette di aggiungere alla cronologia nuovi file, immagini, audio e video provenienti dai servizi interessati. Si può anche spegnere completamente la cronologia, impedendo il salvataggio delle attività successive.
C’è poi una seconda voce, Personalizzazione dei servizi di ricerca, dalla quale è possibile disattivare “Personalizza la Ricerca”. Questa scelta riduce l’uso delle informazioni associate all’account per adattare risultati, suggerimenti, feed e risposte basate sull’AI. Google continua a funzionare, ma alcune indicazioni possono diventare meno vicine alle abitudini personali.
Se queste pagine non compaiono ancora, la gestione potrebbe trovarsi nella sezione Attività web e app. È il segno più evidente della distribuzione progressiva: due persone con account simili possono vedere menu differenti per qualche tempo. Conviene controllare anche l’attività di Gemini, Google Foto, YouTube e Maps, perché spegnere una sola impostazione non modifica automaticamente tutte le altre.
Disattivare oggi il salvataggio limita soprattutto l’uso dei nuovi contenuti. I dati già separati dall’account e impiegati nei processi di miglioramento potrebbero non sparire insieme alla cronologia originale, secondo le regole del singolo servizio. Il dettaglio più scomodo è proprio questo: il momento migliore per entrare nelle impostazioni arriva prima di fotografare, registrare o allegare qualcosa, non dopo.
