Dal 2027 gli smartphone venduti in Europa dovranno cambiare struttura interna, ma non nel modo in cui molti si aspettano, perché il ritorno alla batteria removibile come una volta è solo una parte della storia.
Negli ultimi giorni si è diffusa l’idea di un ritorno ai vecchi telefoni con lo sportellino posteriore, ma la realtà è più complessa e riguarda un cambiamento più profondo nel modo in cui i dispositivi vengono progettati, riparati e utilizzati.
Non è un ritorno al passato, ma un cambio di regole
La nuova normativa europea sulle batterie non impone ai produttori di riportare indietro il design degli smartphone. L’obiettivo è diverso: rendere le batterie sostituibili dall’utente senza dover passare per l’assistenza tecnica e senza strumenti professionali.
Questo significa che i dispositivi dovranno essere progettati per permettere una sostituzione più semplice, ma non necessariamente immediata come accadeva anni fa. Il punto centrale è la possibilità concreta di intervenire sul dispositivo senza procedure complesse o costose.
Due normative diverse che cambiano il mercato
Per capire cosa succederà davvero bisogna distinguere tra due regolamenti europei. Da una parte c’è l’Ecodesign, che già impone requisiti su durata, aggiornamenti e disponibilità dei ricambi per smartphone e tablet. Dall’altra il nuovo Batteries Regulation, che dal febbraio 2027 estende il principio della sostituibilità a gran parte dei dispositivi elettronici.
Non tutti i prodotti saranno trattati allo stesso modo. Smartphone e tablet seguiranno regole più specifiche, mentre dispositivi come cuffie, smartwatch o laptop dovranno adattarsi a criteri più ampi, con effetti che potrebbero cambiare anche il modo in cui vengono progettati.
Le eccezioni che cambiano il quadro
Uno degli aspetti meno evidenti riguarda le eccezioni. Se uno smartphone garantisce determinate prestazioni, come almeno 1000 cicli di carica mantenendo l’80% della capacità, e offre protezione contro acqua e polvere, potrà continuare a essere sigillato.
Questo significa che molti modelli attuali potrebbero già rientrare nei requisiti richiesti. In questi casi, quindi, non sarà necessario rendere la batteria immediatamente accessibile, ma solo assicurare condizioni diverse per la sostituzione e la manutenzione.
La vera novità riguarda i ricambi
Il cambiamento più concreto riguarda la disponibilità delle batterie di ricambio. I produttori dovranno garantirne la vendita per almeno cinque anni dall’uscita dell’ultimo modello sul mercato, a prezzi accessibili.
Non solo: il software non potrà bloccare componenti compatibili. Questo apre uno scenario diverso rispetto agli ultimi anni, in cui la riparazione spesso era limitata da vincoli tecnici o economici. Per chi utilizza lo smartphone tutti i giorni, significa poter allungare la vita del dispositivo senza doverlo sostituire.
Le difficoltà tecniche dietro il cambiamento
Dietro queste regole ci sono anche problemi pratici. Le batterie agli ioni di litio richiedono protezioni specifiche e integrarle in modo sicuro all’interno di dispositivi sottili non è semplice. Rendere tutto più accessibile potrebbe comportare un aumento dello spessore e del peso.
Le sfide sono ancora più evidenti per dispositivi compatti come auricolari o smartwatch, dove lo spazio è ridotto al minimo. Qui il cambiamento potrebbe essere meno immediato e richiedere soluzioni tecniche nuove.
Nel frattempo, il mercato si prepara a una fase di transizione in cui design, durata e possibilità di riparazione dovranno trovare un equilibrio diverso. E sarà proprio questo equilibrio a determinare come saranno davvero gli smartphone che arriveranno nei prossimi anni.








